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Zamenhof, fondatore dell’esperanto

Zamenhof
Oggi è il 150esimo anniversario di nascita di Ludwik Lejzer Zamenhof, nato il 15 dicembre 1859, è stato un medico, linguista e un glottoteta polacco ma è conoscituo in tutto il mondo per aver creato le basi dell’esperanto, ovvero la lingua ausiliaria internazionale più parlata al mondo.

E, come di consueto, Google non si è lasciato scappare questo evento creando un nuovo logotipo e messo in home page con la chiave di ricerca appunto di Zamenhof. Oggi, l’esperanto è stato appreso da più di 2 milioni di persone e parlato in ben 120 paesi del mondo.
Oggi la comunità italiana esperantista festeggia festeggia il 150esimo anniversario del fondatore Zamenhof con la traduzione italiana de “lo strato Zamenhof” con molte conferenze in centri culturali ebraici e con la partecipazione di vari blogger italiani.
Ecco qui il logo di google dedicato all’anniversario di Zamenhof:
zamenhof esperanto

1 Commento »


Una Risposta a “Zamenhof, fondatore dell’esperanto”

  1. Top Paolo Scotti dice:

    Bonan tagon (”buongiorno” in esperanto), mi chiamo Paolo Scotti e faccio parte del Gruppo Esperantista di Roma (www.esperantoroma.it), vorrei testimoniare che l’esperanto e’ una lingua viva e vitale fatta apposta per essere “seconda lingua” per tutti, in tutto il mondo.
    Questo era nelle intenzioni di Zamenhof e, molto probabilmente, cosi’ sara’; siamo gia’ un bel pezzo avanti e questa lingua senza “protettori potenti” esiste da poco piu’ di cento anni! Non dimentichiamo quanto tempo ha impiegato il latino ad affermarsi (pur essendo imposto dalla potenza romana) e quanto tempo sta impiegando l’inglese “dalle larghe spalle” ad affermarsi fuori dei propri confini.
    Storicamente, le lingue sono diventate “dominanti” al seguito di conquiste militari ed economiche; generalmente la “lingua del vincitore” dura finche’ non arriva un nuovo vincitore e ha la caratteristica di sovrapporsi alle lingue locali preesistenti e cancellarle.
    L’esperanto e’ di tutti, ma non e’ di nessuno! Non si diffonde nei “territori conquistati”, ma nelle menti di singole persone in tutto il mondo.
    Soprattutto, l’esperanto non si propone in sostituzione delle lingue locali che, al contrario, considera patrimonio preziosissimo. La sua funzione e’ molto pratica: “lingua ponte”, “seconda lingua” per tutti (per tutti coloro che lo desiderino, ovviamente!).
    Scusate se mi sono un po’ dilungato!
    Mille altre info su: http://www.esperantoitalia.it
    Saluton.
    Paolo

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